Interessi del mutuo non dovuti se il tasso è usurario

Vi è un ampio dibattito in merito all’usurarietà dei tassi di interessi moratori dei mutui e dell’automatica nullità di quelli corrispettivi che porterebbe alla gratuità del mutuo. Diversi tribunali, corti d’appello e perfino la Cassazione si sono espressi diversamente negli ultimi anni.

Andiamo ad analizzare alcuni casi.

Corte d’Appello di Bari – Sentenza n. 990 del 4 giugno 2018

Il titolare del mutuo ricorreva contro la sentenza del tribunale di primo grado che, applicando il principio giuridico della conservazione del negozio, riteneva che seppure la pattuizione di un interesse di mora usurario determini la nullità della relativa clausola contrattuale, tale nullità rende inesistente l’obbligo di pagare detti interessi, ma non la pattuizione dell’interesse corrispettivo, che rimane legittimo.

La corte d’appello, ribaltando la sentenza di primo grado, ha stabilito che la nullità della clausola degli interessi moratori per superamento del tasso soglia si estende anche alla clausola che fissa gli interessi corrispettivi. Si determina, così, la gratuità del mutuo.

Tribunale di Brindisi – Sentenza del 3 marzo 2017

Anche il tribunale di Brindisi si è espresso a favore della gratuità degli interessi corrispettivi in caso di interessi moratori usurari.

Il Giudice Stefano Sales ha accolto le richieste del ricorrente e ha dichiarato che il mutuo è usurario considerato che il tasso di mora era superiore al tasso soglia. In conseguenza di tale usurarietà, nella stessa decisione ha rilevato  che  “le rate corrisposte sino alla data di notifica del precetto devono considerarsi corrisposte in conto capitale, con imputazione di quanto pagato in eccesso a somme indebitamente erogate, e quindi tali da determinare il decorso degli interessi in favore del mutuatario”.

Cassazione – Ordinanza n. 23192/2017 depositata il 4 ottobre 2017

La banca ricorreva contro la decisione del Tribunale di Matera, non essendo stata ammessa allo stato passivo di un fallimento – oltre che per la quota capitale del mutuo – anche per la quota interessi.

Il CTU aveva rilevato che al momento della sottoscrizione del contratto di mutuo gli interessi moratori dovevano essere considerati usurari e per tanto, ai sensi dell’art. 1815 c.c., si doveva trasformare da contratto a titolo oneroso a contratto a titolo gratuito.

La Cassazione nella sua ordinanza ha confermato che se il tasso applicato al mutuo supera il tasso soglia determinato dalla legge 108/96, il contratto di mutuo si trasforma in un contratto a titolo gratuito.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *